Analisi acqua della piscina. L’importanza di questo fattore spesso sottovalutato


Analisi acqua della piscina

Per essere sicuri di avere una piscina in ottima salute occorre mandarla spesso dal dottore. I dottori in questione siamo noi, che con la nostra speciale strumentazione analizziamo dal punto di vista chimico l’acqua  e determiniamo gli apporti di prodotti da utilizzare, fornendo ai nostri clienti schede di controllo dettagliate. 

Di seguito vi mostreremo alcune conseguenze di un’errata considerazione dei valori ottimali dell’acqua, o per rimanere in tema H2O. Cominciamo nel dire che per mantenere l’acqua cristallina, occorre gestire in maniera ottimale il livello del Ph. Il valore pH è un indice di acidità o di alcalinità di una sostanza e viene misurato da 0 a 14. Il valore 7 è considerato neutro, i valori inferiori a 7 sono acidi ed i valori superiori a 7 sono da considerarsi alcalini.  Il valore pH ideale per una piscina deve essere compreso tra 7,2 e 7,6. Un pH inferiore a 7,2 provocherà effetti indesiderati quali la corrosione delle parti metalliche della piscina (come per esempio la scaletta), nonché delle antipatiche  irritazioni agli occhi ed alle mucose. Un pH maggiore a 7,6, che di solito si accompagna ad un’acqua dura, vi porterà  ad avere irritazioni agli occhi e alle mucose, a sentire una fastidiosa “puzza di cloro”, provocherà la formazione di dannose ed antiestetiche incrostazioni calcaree sulle scalinate e sul rivestimento, porterà l’acqua ad essere spesso lattiginosa e, cosa molto importante, diminuirà di molto l’efficacia dei prodotti chimici. Altro importante valore da considerare per le piscine con metodi di disinfezione a base di cloro, è la presenza in vasca di acido cianurico, ovvero il suo stabilizzante. Questo elemento svolge la funzione di mantenere stabile la decomposizione del cloro da parte dei raggi UV del sole e viene immesso in piscina utilizzando prodotti chimici isocianurati (dicloro in polvere, tricloro in pastiglie). La soglia massima consentita è di 75 ppm ma valori al di sopra di 20-30 ppm renderanno l’effetto stabilizzante eccessivo e il cloro presente non risulterà di fatto essere disponibile, con l’effetto ossidante e disinfettante di quest’ultimo che arriverà anche a cessare del tutto senza che ve ne rendiate conto, poiché ne rilevereste i valori corretti. A tal proposito ricordiamo che il valore di cloro (cloro attivo libero) realmente disponibile in vasca dovrà essere accertato in quantità che andranno da 0,6 a 1,8 mg/l. Nella scheda che forniremo ai clienti verranno riportati anche i seguenti valori: cloro combinato e cloro totale. Il primo deriva dal legame del cloro con altri elementi disciolti in acqua (composti organici e inorganici contenenti azoto quali pelle sudore, urina etc.) e in genere genera la cosiddetta “puzza di cloro” (formazione di clorammine) e il livello pertanto dovrà risultare basso, < 0,4 mg/l. Il cloro totale non è nient’altro che il risultato derivante dalla somma di cloro libero e cloro combinato  Ecco l’importanza di un’attenta analisi acqua della piscina. Volete ancora occuparvene da soli….? analisi dell'acqua della piscina

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